Una poesia per questa festa
Perché abbiamo attraversato
questo fiume con vesti
diverse, e differenti cure,
preoccupazioni che si somigliano
comunque,
tanto quanto sembrano gli stessi
i volti dei passeggeri in un vagone
o sul battello; perché ci è successo
quanto raccontiamo,
ciò che ricorderemo,
guardando indietro alle colline
dei caduti, e alla valanga
dei vivi, io vi raccomando
una vigile coscienza, una ferma
onesta dignità, simile a quella
dei migliori padri
della nostra Nazione.
Io vi ricordo che siamo ancora
distanti da una riva, ma verrà
l’ora in cui il piede affaticato
calcherà l’erba dell’approdo
e sarà sabbia umida il sopraggiunto
giorno, giungerà
la nuova frontiera marcata
da un fiume di pericolo
alle spalle, e boschi e città
e prati innanzi alle vostre umiltà,
al mestiere di ognuno, alla rivolta
che nutrirete in cuore col bisogno
e la necessità del fermarsi
in terre sconosciute
anche se sono le vie eguali,
le medesime stanze, le strade
che vi videro ragazzi e ora
uomini e donne: non la pelle
della vostra esperienza,
ma il cuore sia sonante e vi rammenti
il fiume attraversato.
Siate coraggiosi e esperti
come siete ora,
come io vi vedo, uomini
donne, ragazzi, bambine,
e animali insieme. Rammentate
il dovere di aver visto e saputo.
Siate pronti a una determinata
incrollabile ira dei gusti
e rivendicate con diritto
e nobiltà umana il pane,
il dolore, la gioia, il fuoco,
la presenza e la vita
che avrete ancora per tempo, sorte,
volontà e ragione,
attraversato il fiume.
Con un omaggio sentito a Whalt Whitman e allo spirito delle sue Poesie