dionisodromopoesia

Ho tempeste di cotone e nuvole d'acciaio, terra color pavone fra i versi. [furio detti]

  • Che svista!

    [da un post di CittàPasolini]

    Il grande Pasolini,
    Peró che svista,
    Pure il nero, nel novero
    Dei galeotti è un povero
    Pure se fascista.
    Perchè se sta in guardina
    Dopo è fascio, ma misero
    È da prima.

    [Pier Paolo #Pasolini immortalato da Dino Pedriali nella sua casa nella Torre di chia, Viterbo, 1975 © Dino Pedriali/Cineteca di Bologna/Tutti i diritti riservati]

  • Gior.na.li.smo


    Il giornalismo serio serve
    ma non è servile:
    vuol dar voce ai silenziosi e ai silenziati.
    A dare memoria ai poveri, e conto degli sventurati.
    A ricordarci che molto avuto
    non è molto scontato, né dovuto.
    Il giornalismo vero parla scortese
    al potere, sussurrandogli la bestemmia
    di chi non arriva a fine mese.

    Poi c'è il Corriere della Ser(v)a.
    Giornalismo?

    No.
    Merda.

  • Il Richiamo


    Ha attraversato il Fuoco fra i Mondi
    ha sentito il mio richiamo.
    Dagli Déi ho avuto anche troppo
    le Rune hanno colmato la mia gioia
    è tempo di ringraziare e celebrare.


  • Ripasso

    Ripasso quando avrete finito
    di sentirvi migliori
    come vermi sulla foto
    di una ragazza ammazzata.
    Come vi rassicura piangere 
    da gregge,
    e rinunciare ogni volta
    a essere lupi.
  • Una riflessione generale

    (Like Ginsberg or Bukowski, about Gaza vs. Israel, but countless other stories…)

    Agite.
    Senza aspettarvi niente.
    Da nessuno.
    Da nessuno.
    Da nessuno.
    Agite come se foste sicuri 
    di essere l'ultimo uomo sula terra.
    Tanto
    decrepito
    da avere energia
    per una sola
    ultima
    cosa:
    tanto
    qualsiasi cosa 
    facciate 
    sappiate 
    che vi metteranno sempre gli uni contro gli altri, 
    vi vorranno fare carne da tifoseria. 
    Sappiate che non si fa tifoseria 
    per le faccende di natura. 
    Nessuno qui
    è diviso tra 
    tifosi del respiro 
    e tifosi del non-respiro, 
    tifosi del cagare e pisciare 
    e tifosi del non cagare e non pisciare, 
    tra tifosi del morire 
    e tifosi del non morire. 
    Si respira, si caga, si piscia, si muore. 
    Tutti. Le prime tre 
    cose 
    ogni pugno di secondi o ore, 
    l'ultima chi prima, 
    chi poi, 
    ma sempre
    prima o poi
    si muore.
    Per questi fatti:
    nel nome del respiro
    nel nome del piscio
    nel nome della merda
    nel nome della vita
    che perderemo,
    come se fossimo l'ultimo
    del maledetto
    mucchio,
    agiamo.
    
    
    
    A general statement
    (Alla maniera di Ginsberg o Bukowski, su Gaza e pacchi di altre storie...)
    
    Act
    Expecting nothing.
    From No One
    No One
    No One.
    Act as You'd be sure
    Being the Last Earth-walker
    So much worn-decrepit
    To have Fuel
    Just for one
    Last
    Thing:
    Insofar
    Anyhow
    You'd do
    Be Sure for sure 
    They had set it to push each one 
    Against another one,
    They'll make You all 
    Fan-mob cannon-shitload-fodder.
    Be aware that Nature makes nothing
    Of fanbase.
    No one here is the hooligan
    Of breathing
    Or no-breathing hooligan
    Shitting pissing hooligan
    Or no-shitting no-pissing hooligan
    Dying hooligan - Living hooligan
    Or no-dying, no-living hooligan.
    We all breath, piss, shit and die
    Living. The first three things
    Matter of seconds, hours,
    Last one, sooner or later,
    Done.
    Everything shall be gone.
    So, facts at hand:
    In the name of Breath
    In the name of Piss
    In the name of Shit
    In Life's name
    Life we shall fuck off,
    As we'd be the Last
    Of the bloody bunch,
    Act.
    
    
  • Proposito

    Oggi celebriamo l'acciaio
    indomito
    indomabile
    indoeuropeo.
    Che il domani venga a strisciare
    sulla sua lingua borghese,
    come una lumaca fradicia
    di banconote sin troppo titillate
    da mani unte.
    Siamo pronti.
    
    Non piacerà a nessuno.
    
    
  • Que dirait Bébert?

    Que dirait Bébert ? 
    Il penserait, 
    peut-être
    ce qui n'en vaut pas la peine
    (peut-être, peut-être...)
    une larme
    pour une boîte de carton
    qui a perdu son chat.
    
    /https://www.leparisien.fr/hauts-de-seine-92/a-meudon-la-maison-de-louis-ferdinand-celine-a-ete-vendue-01-08-2018-7840431.php
    
  • Friuli

    Friuli, mi sembri
    un mite gigante
    con le spalle al muro,
    le montagne.
    Quando fa scuro
    tuttavia s'avverte
    - nelle siepi, nelle rogge
    (più vuote), fra le ortiche
    e paglie, come un
    bambino
    nascosto per scherzare -,
    la tua incrollabile
    tenerezza nei residui di piogge.
    Friûl mi sembri
    un gigante.
    
    Al Centro PPP con un "Grazie!" nel settembre 2023.
    
  • Un mese, e tanti anni dopo la tua fine

    (pensando a Majakovskij)

    Contro un mondo impazzito e cattivo
    anche se non si vuole
    anche se dà il mal di stomaco e di peggio
    bisogna insorgere.
    Per avere così tanto mal di stomaco, del resto
    ci vuole fegato.
    
  • A un insetto morto in una scatola

    Dove vai?
    Anima di insetto?
    
    Il tuo corpo ha cercato
    con non troppo dolore
    spero
    qualcosa che ti ricordasse
    gli ebbri campi di erba
    e il grano dell'estate
    che ci è cara.
    
    Dove va l'anima di un insetto?
    Non lo so, chiedo appena
    agli Déi a bassissima voce
    come il rumore che ha fatto nel nascondersi
    dentro la scatola
    la tenerezza necessaria che gli spetta
    poiché morendo
    ha cercato il sole.
    
    E cosa è l'anima di un insetto?
    Immagino e penso
    sia il profumo che più raramente
    si manifesta
    quando l'aria è immobile e sospetta
    come l'acqua di un pozzo:
    erba, terra e qualcosa
    svaporato dalle aie del mio tempo
    morto
    polvere che si spande quando grattano
    la terra i rostri del pollame
    o un fiore che appassisce
    al caldo sù coi pascoli.
    Ecco credo che questo odore,
    questi sentori fra i boschi
    di qualsiasi cosa che fermenti
    o viva anche d'ombra e di poco,
    siano le anime dei miti insetti,
    e che si purifichino
    all'aria e nella luce,
    che distillino 
    con la rugiada della notte
    ogni minuta impurità,
    e candidi,
    accecanti
    schegge di fuoco celeste
    tornino a essere uova
    nei nidi
    come chicchi di riso
    mondati.
    
    Ti ho deposto, insetto,
    sull'erba
    fuori nel mio cortile.
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