Puoi imbrattare di ciance
interi
cartelli, targhe e
solenni moniti
monumentati,
mai monumentali.
Ma la Natura non mente,
mai
e ti deride,
sempre
facendo crescere il legno odinico
alto, forte, da solo
sopra le tue bugie,
a far l'amore col cielo,
che le ignora.
All’amico e poeta Luis Balocchi, nel giorno del suo compleanno.
Gli anni non flettono, non sono
molle prigioniere dei divani, non
hanno occhi gelosi: solo un mite
assassino buon senso, un sesto
senso per la polvere e la luce.
Ma loro, sono loro,
che appassiscono le immagini
ai bordi delle foto e fanno andare
in curva i pavimenti giù in cascina.
Gli anni non riflettono, non sono
uno specchio per trucchi consumati,
se mai il calore residuo dei colpi
di un ordigno lontano e seppellito
Si fan vedere nel verde arrugginito
che vendica le piante maltrattate
per via, e soprattutto in posti
dove l'umanità si crede chicchessia.
Che cosa sono, i sogni? I Sogni. I so-gni? Uno specchio lurido che gioca a luce incerta? Una terra pura separata da noi con velo tenace? O entrambe le cose, inseparabili, simili al lato di una moneta per la moneta stessa? Che cosa è quel miscuglio di relazioni che si ri-vede nei sogni, e i volti morti e quelli vivi dei genitori e amici? Che cosa è il sogno se non cotone di pensiero, che si sfilaccia da un vestito logoro? O un silenzioso, prezioso messaggero?
[All’amico N. e al suo Maestro Willy che si è preso una pausa e un arrivederci nella mattina di mercoledì 18 maggio 2023, alle ore 10:15]
Io sono, ora che dissolto è il provvisorio che mi legava insieme, io ora, proprio adesso sono la pioggia che si ama ascoltare stando al riparo, sono la macchia fresca dell’ombra gettata d’estate dai pini, sono il vessillo d’oro delle ore di gioco da bambino, sono la luce che ti ha accolto quando sei nato e il respiro che ti accompagna da vivo, sono ogni forte colpo del tamburo del cuore, sono la polvere luminosa della sera che resta incollata come uno sciame al nero campo della notte, sono un naso che annusava la tua giornata sono una zampa che grattava presso l’acqua e il cibo del tuo amore nella ciotola, sono la tua gioia e la tua immortalità: ecco perché sono anche il tuo pianto adesso, ma non temere. C’è un unico legame che la dissoluzione non vince: soprattutto innanzi tutto sempre perché resto in te e rimango con te io sono e sarò ogni nuova meraviglia che ti aspetta.
Quanto m’è odioso, nessuno sa lo spettacolo marcio che travolge le margherite, i fiori più scontati o le piccole insignificanti vite d’insetti, moscerini, inezie, punti e virgole: ma c’è uno strappo nel tendone lercio del circo, che un rapace o un maldestro operaio ha inflitto ai colori della farsa tremenda
[…]
“Rex tremendae maiestatis” ci vorrebbe un Requiem, e che Mozart lo sputasse fra denti stretti e lue, e zucchero e confetti è una vendetta e luminosa lo strappo, quel taglio che rivela una notte e un universo più grandi della lagna da clown e democratici e il pubblico più woke che un postribolo girovago desideri la Puttana di Babilonia sembra scherzo: C’est due, la vie perdue. – l’ultimo numero.
«Attenti, quando certi messaggi arrivano ai poeti!»
Anche tu sentirai calpestando l’erba nuova come rune che crepitano, si spezzano, come ossa frante il cui midollo denso rosso fuoriesca, ciò contrasterà con la primavera perché l’inverno avrà lasciato un segno nel tuo cuore ma ancora più questa mite follia di sacrificio ti sarà comprensibile e fraterna. Quando vedrai mille spade colore di tempesta, di cobalti offesi e pronti a esplodere uscire dal canto degli uccelli capirai a che patto si è giunti con il mondo, con le insensatezze destinate a esser cenere e a che punto e da che parte mettersi. Ogni volta la stagione nuova ti porterà in guerra. Anche se non vorrai ti porteremo in guerra. Ogni volta la luce che ritorna ti toglierà la pace.
Al fotografo Dantés per aver messo in piedi una delle più vere e commoventi mostre fotografiche.
Non si è perso
in Lucca non si è perso
quando la foresta e il nerbo
dei profondi boschi
sono mutati in torri
e le torri in case
e in ville
e in officine
e dalle loro sghembe
finestre - sentinelle
notturne
uscia ogni sera
la luce del Mestiere
e il risonar dell'Arte
contro l'usura
del tempo che dimentica.
Non abbiamo perduto:
contro l'incerto oscuro
è rimasta
grandezza.
Venerdì 17 marzo
Innanzi tutto ringrazio di cuore Francesca SARGENTI per aver descritto la splendida serata passata lo scorso Sabato 18 febbraio alla Libreria UBIK di Via Fillungo in Lucca. Ringrazio il pubblico, che per la prima volta e assai raramente in un contesto di poesia, è andato dai giovanissimi ai meno …giovani, così come ringrazio di cuore la Libreria UBIK per avere acconsentito a ospitarmi. Altresì ringrazio l’artista, attore e performer Federico BARSANTI del PTS (Piccolo Teatro Sperimentale) per aver interpretato in modo innovativo e suadente le mie poesie.
Ringrazio specialmente amici e lettori e la grande Linda LERCARI, autrice di successo e Bestseller Kobo e Amazon, per aver presentato Controcanzoniere, uscito per i tipi di Amarganta edizioni.