dionisodromopoesia

Ho tempeste di cotone e nuvole d'acciaio, terra color pavone fra i versi. [furio detti]

  • Monte Pigna

    [Gotenstellung, Grüne Linie II]

    Puoi imbrattare di ciance 
    interi
    cartelli, targhe e 
    solenni moniti
    monumentati,
    mai monumentali.
    Ma la Natura non mente, 
    mai
    e ti deride,
    sempre
    facendo crescere il legno odinico
    alto, forte, da solo
    sopra le tue bugie,
    a far l'amore col cielo,
    che le ignora.
    
  • Gli Anni

    All’amico e poeta Luis Balocchi, nel giorno del suo compleanno.

    Gli anni non flettono, non sono
    molle prigioniere dei divani, non
    hanno occhi gelosi: solo un mite
    assassino buon senso, un sesto
    senso per la polvere e la luce.
    Ma loro,  sono loro, 
    che appassiscono le immagini
    ai bordi delle foto e fanno andare
    in curva i pavimenti giù in cascina.
    Gli anni non riflettono, non sono
    uno specchio per trucchi consumati,
    se mai il calore residuo dei colpi
    di un ordigno lontano e seppellito
    Si fan vedere nel verde arrugginito
    che vendica le piante maltrattate
    per via, e soprattutto in posti
    dove l'umanità si crede chicchessia.
    
    
  • I Sogni

    Che cosa sono, i sogni?
    I Sogni. I so-gni?
    Uno specchio lurido che gioca a luce incerta?
    Una terra pura separata da noi con velo tenace?
    O entrambe le cose, inseparabili,
    simili al lato di una moneta per la moneta stessa?
    Che cosa è quel miscuglio di relazioni
    che si ri-vede nei sogni, e i volti morti
    e quelli vivi dei genitori e amici?
    Che cosa è il sogno se non cotone di pensiero,
    che si sfilaccia da un vestito logoro?
    O un silenzioso, prezioso messaggero?

  • Canto di un animale in partenza

    [All’amico N. e al suo Maestro Willy che si è preso una pausa e un arrivederci nella mattina di mercoledì 18 maggio 2023, alle ore 10:15]

    Io sono, ora che dissolto è il provvisorio
    che mi legava insieme, io ora,
    proprio adesso
    sono la pioggia che si ama ascoltare stando al riparo,
    sono la macchia fresca dell’ombra gettata d’estate
    dai pini, sono il vessillo d’oro delle ore di gioco
    da bambino, sono la luce che ti ha accolto
    quando sei nato
    e il respiro che ti accompagna da vivo,
    sono ogni forte colpo
    del tamburo del cuore, sono
    la polvere luminosa della sera
    che resta incollata come uno sciame
    al nero campo della notte,
    sono un naso che annusava la tua giornata
    sono una zampa che grattava presso l’acqua
    e il cibo del tuo amore nella ciotola,
    sono la tua gioia
    e la tua immortalità:
    ecco perché sono anche il tuo pianto
    adesso, ma non temere.
    C’è un unico legame che la dissoluzione non vince:
    soprattutto
    innanzi tutto
    sempre
    perché resto in te e rimango con te
    io sono e sarò
    ogni nuova meraviglia che ti aspetta.

  • Oggi

    Oggi
    splendi
    più forte, sole.
    Oggi, è morto un vile.
    Un traditore.

    “Dedicato” con infamia al sedicente anarchico d.m. morto per un tiranno sul fronte Ucraino.

  • Lo strappo sul Tendone del Circo

    Quanto m’è odioso, nessuno sa
    lo spettacolo marcio che travolge
    le margherite, i fiori più scontati
    o le piccole insignificanti
    vite
    d’insetti, moscerini, inezie, punti
    e virgole:
    ma c’è uno strappo nel tendone lercio
    del circo, che un rapace o un maldestro
    operaio ha inflitto
    ai colori della farsa
    tremenda

    […]

    “Rex tremendae maiestatis”
    ci vorrebbe un Requiem, e che Mozart lo sputasse
    fra denti stretti e lue, e zucchero e confetti
    è una vendetta
    e luminosa
    lo strappo,
    quel taglio che rivela
    una notte e un universo più grandi della lagna
    da clown e democratici e il pubblico più woke
    che un postribolo girovago desideri
    la Puttana di Babilonia sembra scherzo:
    C’est due, la vie perdue. – l’ultimo numero.

  • Bollettino di inizio ostilità

    «Attenti, quando certi messaggi arrivano ai poeti!»

    Anche tu sentirai
    calpestando l’erba nuova
    come rune che crepitano, si spezzano,
    come ossa frante il cui midollo
    denso rosso fuoriesca,
    ciò contrasterà con la primavera
    perché l’inverno avrà lasciato
    un segno nel tuo cuore
    ma ancora più questa mite follia
    di sacrificio ti sarà
    comprensibile e fraterna.
    Quando vedrai mille spade
    colore di tempesta, di cobalti
    offesi e pronti a esplodere
    uscire dal canto degli uccelli
    capirai a che patto
    si è giunti con il mondo,
    con le insensatezze destinate
    a esser cenere
    e a che punto
    e da che parte
    mettersi.
    Ogni volta la stagione nuova
    ti porterà in guerra.
    Anche se non vorrai
    ti porteremo
    in guerra.
    Ogni volta la luce che ritorna
    ti toglierà
    la pace.

  • VENEXIA MMXXIII

    Avete ucciso Venezia
    di furberia
    di prezzi strozzini
    di lottizzazione selvaggia
    di masegni rubati
    di vetrine ipocrite
    di Carnevali vetrina
    di acqua alta
    di lavoro negato
    di vita disurbana
    di quotidiano
    di turismo cialtrone
    di ricordini cinesi
    di un amore-cartone
    di plastica e idrocarburi.
    Oggi, che a una morta
    città, non si può dar morte
    a procura,
    
    è un tuffo di vita
    quello che vi fa più paura.
    
    https://www.veneziatoday.it/cronaca/video-tuffo-palazzo-canale-venezia.html?fbclid=IwAR1w5x7Vf8-GtEeUWlEKgKVMIHzmX1HSI-avw2zYdjB3CkoH33tlRI7H3ig
  • Longobardi

    Al fotografo Dantés per aver messo in piedi una delle più vere e commoventi mostre fotografiche.

    Non si è perso
    in Lucca non si è perso
    quando la foresta e il nerbo
    dei profondi boschi
    sono mutati in torri
    e le torri in case
    e in ville
    e in officine
    e dalle loro sghembe
    finestre - sentinelle
    notturne
    uscia ogni sera
    la luce del Mestiere
    e il risonar dell'Arte
    contro l'usura
    del tempo che dimentica.
    Non abbiamo perduto:
    contro l'incerto oscuro
    è rimasta 
    grandezza.
    
    Venerdì 17 marzo

    [foto – autore Dantés, Lucca]

  • La “Gazzetta di Lucca” parla di me e del Controcanzoniere

    by

    Innanzi tutto ringrazio di cuore Francesca SARGENTI per aver descritto la splendida serata passata lo scorso Sabato 18 febbraio alla Libreria UBIK di Via Fillungo in Lucca. Ringrazio il pubblico, che per la prima volta e assai raramente in un contesto di poesia, è andato dai giovanissimi ai meno …giovani, così come ringrazio di cuore la Libreria UBIK per avere acconsentito a ospitarmi. Altresì ringrazio l’artista, attore e performer Federico BARSANTI del PTS (Piccolo Teatro Sperimentale) per aver interpretato in modo innovativo e suadente le mie poesie.

    Ringrazio specialmente amici e lettori e la grande Linda LERCARI, autrice di successo e Bestseller Kobo e Amazon, per aver presentato Controcanzoniere, uscito per i tipi di Amarganta edizioni.

    Qui l’articolo:

    https://www.lagazzettadilucca.it/cultura/controcanzoniere-il-libro-di-poesie-di-furio-detti-ispirato-dalla-citta-di-trieste

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora